Colmare il vuoto. Trent'anni dalla caduta del muro di Berlino

Il 9 novembre di 30 anni fa, la caduta del Muro di Berlino sanciva l’inizio del processo di riunificazione tra le due Germanie, completatosi undici mesi dopo, nell’ottobre del 1990.

Il cosiddetto Muro era in realtà un complesso sistema di fortificazioni che comprendeva due barriere fisiche (il grenzmauer, il Muro vero e proprio e l’hinterlandmauer), le torri di avvistamento e i checkpoint. C’era poi la todesstreifen (striscia della morte), un corridoio di terra spianata largo da appena qualche metro a centinaia di metri, che per essere ricavato aveva richiesto la demolizione di molti edifici civili e ovviamente lo sfollamento delle persone che ci vivevano.

A Berlino tutto ciò non era una novità. Bisogna ricordare che qui evacuazioni e sfollamenti erano avvenuti costantemente anche prima del Muro. Berlino era stata rasa al suolo nel 1945 e da allora, sotto l’occupazione di quattro potenze straniere, si era rapportata con l’idea che gli spazi civili potessero essere aggrediti e annientati.

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