Filippo Rosso

Il mondo immaginato

Il funambolo e le sue macerie

Il saggio NextNature di Koert Van Mensvoort (trad. di Gabriella Gregori, D Editore, 2022) arricchisce il filone delle recenti opere di non-fiction che hanno preso in esame temi legati al postumanesimo.
In questo caso l’autore predilige una lettura distaccata che si avvicina a un’analisi di tipo biologico e sistemico. Per questo motivo, le riflessioni contenute nel saggio, pur focalizzandosi sul concetto di natura, si distanziano sia dalle correnti ecologiste (che l’autore posiziona a metà strada tra il senso di colpa per la crisi ecologica e la critica fondata dell’Antropocene) sia da quel transumanesimo che intravede l’era in cui l’umanità sarà liberata da “catene” come la povertà, la vecchiaia e la morte grazie all’accelerazione degli sviluppi tecnologici.
La costruzione è ambiziosa e per alcuni versi riuscita. Si tratta di presentare i cardini di una teoria che permetta di generalizzare queste posizioni “militanti” in una prospettiva di ordine maggiore, dopo aver evidenziato la loro insufficienza. Tecno-ottimismo e catastrofismo ecologico non sono altro, per Van Mensvoort, che reazioni scomposte del genere umano di fronte agli sconvolgimenti ecologici e sociali generati dalla tecnologia. [leggi]

20/09/2022

Linea – quattro vie tra la carta e la terra

I due emisferi del continente americano non sono collegati. La Panamericana, che idealmente unisce l’Alaska alla Terra del Fuoco, nella realtà si interrompe in un villaggio di Panama chiamato Yaviza. Qui un ponte porta a una stradina in terra battuta che taglia gli alberi fino a Vista Alegre, due baracche in riva a un serpente d’acqua chiamato Rio Turia. Sempre più angusto, pieno di pozzanghere e rosso, il cammino si spinge fino a Unión Chocó: si dirama in sentieri di terra che toccano luoghi remoti chiamati nella lingua locale Yapé e Capetì. Non c’è più nulla fino alla frontiera colombiana, affogata tra la giungla del Darién e il parco naturale di Los Katíos. La strada – la linea – presenta la doppia natura di unire punti e separare spazi. La terra che separa i due paesi, latitudinalmente, potrà essere tagliata a sua volta da una strada che la taglia in senso longitudinale.

20/09/2022

Intervista a Rebecca Giggs

Meraviglia e orrore: queste, in sintesi, le parole che circoscrivono lo spazio che Rebecca Giggs nel suo saggio Le regine dell'abisso (Aboca Edizioni, 2021) ha esplorato inseguendo le balene, dai poli ai tropici, in quasi ogni regione del mondo.
Da una parte, infatti, le balene rappresentano una specie fondativa: non solo per il nostro immaginario, ma per una parte consistente dell'industria moderna. Dall'altra, lo spettacolo a cui assistiamo è un numero sempre crescente di prevaricazioni di cui come specie siamo responsabili, e dove la balena rappresenta - forse meglio di ogni altro animale - la cartina tornasole di un ambiente al collasso. Ci siamo quindi lasciati guidare dall'autrice in una serie di riflessioni scaturite della lettura del libro. - [leggi]

20/09/2022

Bio

Filippo Rosso è nato a Roma nel 1980 e vive a Berlino.
Nel 2001 ha scritto s000t000d, uno dei primi, se non il primo ipertesto narrativo in Italia.
I suoi contributi sono apparsi su diverse riviste (Doppiozero, L'Indiscreto, Nuovi Argomenti, Altri Animali, Minima&Moralia, Nazione Indiana e altre).
Da marzo del 2020 è caporedattore di Singola Rivista.
Inoltre, compilerà per i prossimi anni un ricettario universale minimo, Misticanza e Provatura.

Contatti

Email: email [at] filipporosso.net

Wunderkammer

Opere / raccolte

Poesie, 2016-2017
Il luogo comune, poesie, 2007-2010
Vegetazioni, poesie, 2006
s000t000d, Ipertesto, 2002

Fiction

Tre macchie (Racconto), Inutile Rivista, 2020
Tao (3 brevi racconti), Nazione Indiana, 2015
Estratti da s000t000d, Nazione Indiana, 2007

Non-fiction

Strana, selvaggia meraviglia: intervista a Rebecca Giggs, Singola, 2022
Linea – quattro vie tra la carta e la terra, Malgrado le mosche, 2022
Il funambolo e le sue macerie, Doppiozero, 2022
L'escapismo è una filosofia, L'Indiscreto, 2021
Capsula - La vita a bordo della Concordia, Nuovi Argomenti, 2021
L'isola infetta - una conversazione con Giuseppe Genna, Singola, 2020
Perché non è possibile prepararsi al peggio, Singola, 2020
In un mondo quasi straniero - arte di transito e territorio, Singola, 2020
Triangolo del fuoco - La scintilla che ha distrutto Paradise, Nuovi Argomenti, 2020
Tutto quello che non c'è su Internet, Singola, 2020
Nei giorni dell'assenza, Singola, 2020
Il vero problema del virus sono i nostri anticorpi, Singola, 2020
Luce - I laser e i riflettori di Hong Kong, Nuovi Argomenti, 2020
Guardare il paesaggio dall’alto: una conversazione con Ryan Koopmans, Altri Animali, 2020
Colmare il vuoto. Trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, Minima&Moralia, 2019
Una breve analisi del nostro terrore, Medium Italia, 2015

Interventi, citazioni

Roberta Iadevaia, Per una storia della letteratura elettronica in Italia, Mimesis Edizioni, 2022, su s000t000d
Netpoetica. Teoria e pratica degli ipertesti narrativi, su s000t000d
POE.MI, Festival della poesia di ricerca, Milano 2008

Street

voce, 2015
postword, 2008

Postword

Postword è stato un progetto temporaneo di interazione tra la strada e il testo scritto con varie apparizioni romane tra il 2007 e il 2008.

Colori (Roma - Trastevere)

Mimmo Rotella (Roma - Pigneto)

Birds, men, rats (Roma - Portuense)

Voce

voce (Italian: voice) is a temporary project that aims to combine the defined form of a static installation with the transitory states of the present.

The installation is realized by the creation of a solid tetris-brick-like box, with the addition of a small LED matrix panel which scrolls, every 15 seconds, a message written by the author and sent in real time with an SMS.
The public is randomly involved in the action, as somebody walks in its proximity and discovers the transition of the messages.

The focus is not only the interaction with the single observer, but also establishing a wider dialog between author and public on reflectional topics (such art, society, environment, culture, nature, economy, human rights, politics), which will be gradually defined within the lifespan of the project.

The installation is designed to be reusable and re-deployable in future cycles, making the action repeatable in a new context, and to run standalone with solar energy to keep the minimum impact on the hosting place.