Chi si dannasse di più tra noi, poi, è come al solito solo una questione di punti di vista.

Sul lavoro

Sono entrato in contatto con l’umanità delle aziende informatiche già ai tempi dell’università, qualche anno prima che iniziassi a lavorare come programmatore prima a Roma, poi a Berlino.

La mattina dell’8 ottobre 2001, la data successiva al primo bombardamento angloamericano in Afghanistan, ero andato all’università a seguire le lezioni di Analisi Matematica in uno stato di grande agitazione per quello che stava succedendo. Nel corridoio del dipartimento ho visto un gruppetto di colleghi che discutevano animatamente, e avvicinandomi ho sentito che parlavano della guerra, dell’attacco, dei feriti. Era la prima volta che vedevo gli studenti di Ingegneria interessarsi a un tema di attualità. Pochi istanti dopo mi sono reso conto che la guerra di cui parlavano non si svolgeva in Afghanistan, ma sulle montagne rocciose di un mondo fantasy. Non erano gli americani ma un esercito di Stregoni della Morte.

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E un domani, il lavoro

E un domani che sarete voi a perdere il posto e non troverete niente di umanamente accettabile perché tutti i vostri diritti sono stati cancellati in nome della retorica degli scansafatiche e della crisi… vi ritoreranno in mente le parole della ministra: “amici cari, il lavoro non è un diritto e sta a voi cercarlo, in bocca al lupo!”