[appunti - Mario Benedetti / Gramsci - sul Senso Comune]

Mario Benedetti: Lo Stato, col linguaggio, crea il proprio “senso comune” per poter rendere accettabile l’inaccettabile, un linguaggio che si infiltra in tutta la società attraverso i canali di potere e costruisce così un’egemonia. Ed affinché esista un’egemonia, non basta che i gruppi dominanti riescano ad imporsi, ma i cittadini devono diventare convinti che le idee di questi gruppi vadano a loro vantaggio. Quando la popolazione è convinta che la privatizzazione dei servizi sanitari è la cosa più “efficace” e “positiva” o che ogni cittadino deve aiutare al governo per uscire dalla crisi economica, al neoliberismo rimane ben poco da fare. Le sue politiche non verranno più messe in discussione.

da: http://www.cogitoergo.it/?p=10371

[Appunti su parola e potere]

La frase “chi detiene un potere vuole mantenerlo” (detta da chi critica il potere, in relazione alla capacità coercitiva dei soggetti predominanti attraverso il linguaggio) è vera nella sua ipocrisia. Chi afferma ciò, dicendo “vuole mantenerlo” esprime la sua posizione.
Cosí facendo, criticando, si rende al gioco dialettico. Usa le proprie armi, e questo è farsi capace di un potere. Esprime quindi una contrapposizione inesistente (se avesse il potere, non lo vorrebbe mantenere?). Sarebbe più coerente astenersi dalla critica, uscire fuori dalla dialettica. Per criticare un potere bisogna opporre silenzio.

Uncertain states

Spettacolo di danza contemporanea.
Nella mobilità composta del corpo, l’accettazione armonica dei vincoli, l’assenza di parola, la freschezza-antichità del rinnovo dei gesti. Movimento libero. Chi può costringere davvero un corpo?
Freme dal di dentro anche in catene, libero di avere un mondo privato. Gesti spezzati, sempre in anticipo. Vibrare.
La narrativa, il pensare.
La poesia, il sentire.

intorno a La conquista dell’Inutile

Il diario di Herzog mi piace. A partire dal titolo che mi carica di entusiasmo. La sua scrittura forma un paesaggio di colline lussureggianti: può rompersi una gola di roccia, schiudersi l’acqua sorgiva di un fiume. Sono frasi di lunghezza e consistenza molto diverse tra loro, scaglie irregolari sovrapposte alla rinfusa.
Non si ha la paura di ciò che si dice.
La benzina del racconto è spesso una sotterranea ironia tagliente.
Pensiero non sequenziale, a zolle. Scrittura materica e composta, stilisticamente omogenea. Vite parallele degli animali dell’aia. Insetti.
Fulmineità che ricorda Flaiano.

[appunti]

la stanza del sogno
la porta nel muro (HG Wells)
le porte della percezione (Huxley)
lo spazio della scrittura come intimità
flaubert
il giardino