La frontiera – un mio racconto su Nazione Indiana

Tra due mondi corre una frontiera.

Sulla frontiera, una di fronte all’altra, stanno in piedi due guardie, immobili come statue di pietra, l’una a guardia dell’altra.

Al di qua e al di là della frontiera si stendono due terre che un tempo erano la stessa terra.

I mondi, o le Potenze, o i due colori, il Blu e il Rosso, un tempo erano la stessa sostanza, un’unità in quiete, completa e senza ombra di rottura, senza premessa di deflagrazione.

La frontiera è la prova che l’unità non è stabile. Ciò che è coeso oggi non può esserlo domani. Lo zero genera l’uno, l’uno genera il due. Ciò che è quieto trema in un punto preciso ma indefinibile. La rottura si manifesta a partire dall’indivisibile.

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