Sul diavolo

In Poe, in Bulgakov, in Welles il diavolo (la morte) appare sempre come una figura maschile che si avvicina e inizia a parlare in tono confidenziale con il personaggio (la vittima) colto nei suoi pensieri, nella sua quotidianità, con sua infastidita sorpresa. Si sa benissimo chi è quella figura. Da quel momento in poi inizia il vero piacere del racconto. Lo svolgimento dello spettacolo del gatto e del topo (il gatto, non il topo, è l’eroe) è sempre prevedibile. Il piacere del racconto è accondiscendere al topos.