[in Indonesia, adattamento della favola dei 3 porcellini]

Il primo dei tre fratellini voleva spendere poco tempo e denaro e preferiva stare tutto il giorno a suonare la chitarra sulla spiaggia della baia. Si era limitato a costruire una capanna di bambù e di foglie di palma.

Il secondo, che aveva volontà e qualche soldo in più, aveva costruito una casetta di mattoni.

Il terzo era il più ricco dei fratelli e il suo prestigio tra i membri del villaggio cresceva giorno dopo giorno. Aveva fatto portare pietre e legno cesellato dall’isola di Java, tegole rosse da Bali e costruito la più mirabile casa della zona.

Ma una sera come le altre, nella quale tutti i fratelli si trovavano a cena beatamente riparati sotto il loro tetto, arrivò il terremoto. Fu il terremoto più violento che si ricordi e non risparmiò cosa alcuna.

Dei tre porcellini, l’unico a salvarsi fu quello che aveva costruito una capanna anzichè una robusta casa e cioè il meno previdente e il più amante della vita: sulla sua testa piovvero leggere foglie di palma anzichè tegole e mattoni.