Fear – di Falk Richter

Sono la prima guerra mondiale.
Sono la seconda guerra mondiale
Provo a negoziare
Organizzo la libertà
Sono il Vaticano
Sono i campi di concentramento
Sono la rivoluzione
Sono la tragedia
Sono la Grecia, che cade a pezzi
Sono l’Impero Latino
E la dominazione germanica
I miei genitori furono nazisti
Furono umanisti
Furono esploratori
Furono colonialisti
Sono andata nell’America del nord e ho ucciso gli indigeni
Ho stuprato l’America del Sud
Sono andata in Australia e ho commesso genocidio
Ho preso la gran parte d’Asia
Ho preso la gran parte d’Africa
L’ho forzata a parlare la mia lingua e a leggere la mia Bibbia
Sono l’alta cultura
Sono Beethoven
Sono Shakespeare
Sono i beni dell’umanità
Sono tutto ciò che puoi desiderare
E farò tutto perchè possa continuare ad esserlo
Ho fottuto il clima
Ho fatto lavorare per me i bambini di Cina e Bangladesh
Vendo armi a gruppi tribali africani e dittatori arabi
Sono Breivik che spara in faccia a teenager in un campo estivo in Norvegia
Sono l’uomo nato e cresciuto in Germania che si arruola con l’ISIS
Posto su Youtube i clip di me che taglio la testa a un giornalista francese
E faccio molti like perché chiamo Angela Merkel una puttana di merda
E avverto la Germania che la guerra arriverà
Arriverà morte
Arriverà distruzione

(Trascrizione dall’inglese di un monologo dello spettacolo “Fear”, di Falk Richter, attualmente in scena al teatro Schaubühne di Berlino)