Uncertain states

Spettacolo di danza contemporanea.
Nella mobilità composta del corpo, l’accettazione armonica dei vincoli, l’assenza di parola, la freschezza-antichità del rinnovo dei gesti. Movimento libero. Chi può costringere davvero un corpo?
Freme dal di dentro anche in catene, libero di avere un mondo privato. Gesti spezzati, sempre in anticipo. Vibrare.
La narrativa, il pensare.
La poesia, il sentire.

intorno a La conquista dell’Inutile

Il diario di Herzog mi piace. A partire dal titolo che mi carica di entusiasmo. La sua scrittura forma un paesaggio di colline lussureggianti: può rompersi una gola di roccia, schiudersi l’acqua sorgiva di un fiume. Sono frasi di lunghezza e consistenza molto diverse tra loro, scaglie irregolari sovrapposte alla rinfusa.
Non si ha la paura di ciò che si dice.
La benzina del racconto è spesso una sotterranea ironia tagliente.
Pensiero non sequenziale, a zolle. Scrittura materica e composta, stilisticamente omogenea. Vite parallele degli animali dell’aia. Insetti.
Fulmineità che ricorda Flaiano.

Appunti

La trottola dei colori gira:
restituisce il bianco.
La trottola del bianco é immobile:
come é solida e bella nella mattina!

[appunti] Il Tao

Il Tao – prima dell’etica – puro antagonismo di forze – la natura non è etica, e quindi: la virtù del principe non è la giustizia ma la rettezza – la Non-Azione (e la Gelassenheit di Heidegger) – assecondare, lasciar-si fluire – (Vegetazioni) Accettare lo storcersi del mondo / questo “sì”.

Alla Caffarella

Mio nonno chiamava “brezzolame” la terra mista ai frammenti di mattoni e mattonelle e vetri. Roma ne è piena. C’è una palestra all’aperto, costruita coi tubi innocenti. Le facce sono le solite da greco-romano. Il giovani e i signori muscolosi. Più giù la tenuta agricola della Vaccareccia, con la ricotta che sgocciola. Un rumeno raggruppa le pecore speronandole col motorino. Acquedotti.

Sul diavolo

In Poe, in Bulgakov, in Welles il diavolo (la morte) appare sempre come una figura maschile che si avvicina e inizia a parlare in tono confidenziale con il personaggio (la vittima) colto nei suoi pensieri, nella sua quotidianità, con sua infastidita sorpresa. Si sa benissimo chi è quella figura. Da quel momento in poi inizia il vero piacere del racconto. Lo svolgimento dello spettacolo del gatto e del topo (il gatto, non il topo, è l’eroe) è sempre prevedibile. Il piacere del racconto è accondiscendere al topos.