[appunti - societá dell'hype]

copio qualcosa scritto di getto stamattina su skype ad un paio di amici

[11:11:27] filippo: sto depresso del fatto che mi sto rendendo conto che sto libro é fatica sprecata
[11:11:51] filippo: scrollo nervosamente twitter, non passa un contenuto uno
[11:12:58] filippo: una deepity appresso all’altra, citazioni inutili, la poesia é morta, ormai la gente vuole il poetichese, la bambina che regala i fiori al celerino, ste cagate qua
[11:13:13 | Edited 11:13:26] filippo: oggi ho postato un video girato da banksy, mi ha stranito per la sua malcelata violenza
[11:13:30] filippo: guardatelo
[11:14:25] filippo: il punto é che la gente é talmente fottuta e spaventata che mi risulta anche difficile capire come comunicarlo senza avere una reazione violenta di protezione
[11:17:03] filippo: gli opinion leader piú illuminati sono di una banalitá talmente disarmante che é armata eccome
[11:17:44] filippo: provate a fare ironia su parigi
[11:17:54] filippo: vi si mangiano
[11:18:11] filippo: provate a scrivere qualcosa di un minimo sensato o sentito
[11:18:16] filippo: non vi si inculano
[11:21:03] filippo: ci vuole troppo per capire che il problema non é il bambino morto sulla spiaggia quanto la nostra totale cecitá su tutti gli altri bambini morti senza un commento, senza una riga, mentre magari la societá civile si rimbalza le stronzate della vita quotidiana?
[11:21:28] filippo: poi arriva la foto del bambino – milioni di rimbalzi – e tutto torna come prima
[11:21:40] filippo: la societá dell’hype
[11:21:56] filippo: bolle

Azioni pianificate e scomposte reazioni

French police with protective shields walk in line near the Bataclan concert hall following fatal shootings in Paris

Per capire quanto gli attentati terroristici di Parigi (e in generale sul suolo occidentale) funzionino è sufficiente riscontrare una certa dose di panico diffuso nella popolazione colpita. Ovvero avere una misura di quanto le nostre reazioni siano disordinate.

Ieri ho ricevuto notifica di conoscenti che si trovavano a Parigi mentre scoppiavano le bombe. Hanno usato tutti il sistema di notifiche di Facebook “Safe Check”, creato dal social network per rassicurare amici e perenti in speciali casi di disastri naturali. 125 morti, in una città di 12 milioni di abitanti, hanno procurato qualche centinaia di migliaia di “rassicurazioni” spedite a milioni di persone in tutto il mondo. Non male come reazione.

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