[nota sulla provincia italiana]

Viene tutto da là, da Pazienza a Gipi, da Vasco Rossi alle Luci Della Centrale Elettrica. Immaginario legato alla frontiera, a Gioventù bruciata.
L’Emilia Romagna da un lato, la Puglia dall’altro. Il vino e la campagna. La rabbia e il bar (sempre), la famiglia e l’università. Le sgasate con le moto, i girasoli, il lungomare, le notti profonde, i cartelli stradali delle periferie del nord. Case popolari. Chitarre. Jeans. Spade di eroina. Droghe sintetiche.
La libertà dello spirito si estrae dalla ganga di una mancanza, di una limitazione. Il cantautore di provincia si rifà sempre a dei modelli, a degli eroi. L’intellettuale fa della sua ipertrofia culturale arma politica di rivendicazione sociale. Esterofilia di provincia.
I circuiti dei concerti si muovono tutti in provincia, nei pala-qualcosa. Le band indipendenti sono tutte in Toscana ed Emilia. Ancora si parla di sinistra. Il bacino è ancora quello. Ancora la grinta del fuorisede, che si fa tutte le serate nella nuova città (Roma / Milano / Bologna) e poi va a Berlino e Londra. E anche lì si fa tutte le serate. Discorsi sulla terra pugliese, sul vino toscano, sul festival di xxxx nell’Emilia, ecc.

[un proposito di leggerezza]

Stile sobrio non vuol dire da pretino. Un maglioncino grigio non é piú sobrio di una camicia bianca. Il maglione o la camicia belli squadrati sulle spalle, stirati sulla pelle brunita, sui muscoli asciutti e presenti. Muoversi! Sfilarsi, sorridere! Capelli corti! Vestire bene! Mobilitá, agilitá, irrequietezza, capacitá di ridefinizione. Azione!

Appunti su Mo Yan

Il senso del movimento in Mo Yan, i cambi di punti di vista, scrittura cinematografica.

“Tu ridevi, il cane abbaiava e alla fine l’altalena arrivó a oscillare all’altezza del palo orizzontale. I campi, il fiume, le case, le tombe si alternavano davanti ai miei occhi.”

“Si arrampicó con l’agilitá e la naturalezza di un gatto. La bambina, con i vestiti in mano e il viso rivolto al cielo, osservó il pioppo piegarsi lentamente verso di lui.”

(da “Il Cane e l’altalena”)