[fashion victim]

Negli stessi capannoni in cui l’altro ieri era d’obbligo la scarpa antifortunistica, e ieri l’anfibio bestiale, oggi l’artista hipster vi gira scalzo, sicuramente protetto dai vaccini dei suoi ultimi viaggi, come l’airone tra cocci di bottiglia.
L’adeguatezza del calzare, valore per il prossimo millennio.

Una mostra all’Hamburger Bahnhof

Dalle tele di lino di Qiu Shihua emergono chiome e onde marine, schiume, cumuli, nembostrati, tronchi. per vederle, ci si avvicina e ci si allontana, facendo pazienti passetti all’indietro, come con un testo in versi, ci si deve arrendere che è tutto già lì sulla tela e non c’è molto altro, e spetta a noi funambolare sul limite tra leggibile e illegibile. l’opera è pacatamente irritante, infinita, maieutica, ed è impossibile soppesarla, tanto è leggera e fresca.

nel cortile d’ingresso del museo, l’aiuola magnificamente incolta, il prato sembra un pezzo di pascolo abruzzese, i tassi barbassi sono gialli e alti come un uomo, già leggermente sfioriti. Nello spazio tra i ciottoli, nascono quelle che da bambino chiamavo “le camomille”.

[senza titolo]

Questi giorni, sprofondato nel più pallido e profondo verde delle pianure brandeburghesi, avverto anche io la zugunruhe, irrequietezza del migrante imprigionato. I pensieri vanno al mare.
Ottobre, incerta data del mio viaggio.

Insetti

Dalle cantine e dal prato risalgono i più diversi insetti. In casa ho contato almeno una ventina di specie diverse. Oggi sono arrivate due tipule, a coppia. Ieri un piccolo scarabeo verde e una falena bruna. Un opilionide, un falso ragno dalle zampe sottili ma di almeno dieci centimetri di diametro, si è piazzato sopra le condotte del bagno. La sera i moscerini della frutta, veri amanti delle rotondità delle bucce, nuvoleggiano attorno alla mia lampada “Parentesi”.

A Rheinsberg

A Rheinsberg, fino a qualche anno fa c’era una centrale nucleare. Pavel mi dice che la gente andava a fare il bagno nel lago vicino alla centrale. Specie l’inverno, visto che l’acqua era sempre bollente. Della centrale restano i binari arrugginiti che attraversano i boschi. Al limitare della macchia incendiata, sotto gli inquietanti spazi di manovra dei carri, spuntano prugnoli e cespugli di uva spina.

A Falkenthal

A Falkenthal, i pali per la nidificazione della cicogna migratrice, venerato volatile della comunità: cartellini con la data di arrivo, di figliazione e di ripartenza. Davide, il mio amico di Brescia, mi racconta di averle viste in Marocco, svogliate, sopra la medina di Marrakech. In volo in circoli ampi sopra i canali blu e neri e i campi d’orzo, centinaia di cicogne… Tatatatatatatà col becco. Pioggia leggerissima, sole e afa. La silenziosa atmosfera sospesa del villaggio. La campagna tedesca procede con una lentezza arcaica, semplice e solenne.

La fauna della linea U8 (3.)

Padre al figlio che gioca distratto con il suo iPhone.
“Hai visto quella ragazza? Aveva vent’anni come te, era bella…”
“Sembrava che si facesse di cocaina, papá.”
L’uomo guarda sconsolato il ragazzo che giá non lo segue piú.
“Sí, ma… aveva vent’anni, era bella…”