Semiotica dello scrivere

1) Una raccolta sulle etimologie delle parole, per riscoprirne la natura dimenticata dal logorio, dall’utilizzo, dal luogo comune inteso come convenzione. La parola come ‘Soggetto’. Come individuo.
2) Una raccolta sul significante delle parole.

Lingua materna

La lingua materna, per etimologia: la lingua della madre, la ninna nanna. Me ne sono accorto sentendo uno spettacolo a teatro. Prima delle voci in tedesco, e poi, una filastrocca italiana. Quella vocale, la ‘a’, allungata alla fine… come la tonica musicale, mi ha riportato in una dolce stanza familiare.

[su Carmelo Bene]

Carmelo Bene da Costanzo come il granchio nel cerchio di fuoco, come lo scorpione del Mucchio Selvaggio, come l’albatros di Baudelaire. Il luogo comune. Sul linguaggio: « È ora di cominciare a capire, a prendere confidenza con le parole. Non dico con la Parola, non col Verbo, ma con le parole; invece il linguaggio vi fotte. Vi trafora. Vi trapassa e voi non ve ne accorgete » Il trittico Derrida – Lacan – Eliot.
La trasmissione Mixer Cultura.

[su Celati]

Celati e Narratori delle pianure.  Tradizione novellistica (Pirandello). Stile (Manganelli, Parise, Calvino). Uso del passato prossimo e dell’imperfetto. La mappa.

Il medico degli italiani

Nella sala d’attesa tre ragazze. Italiane. Belle. Tutte e tre. E io. Il dottore: un napoletano alto un metro e cinquanta. Dice “doch doch” al telefono, con la c dura. E’ il medico degli italiani, esperto di endemie nostrane: disfunzioni del ciclo, problemi di natalità, mal di testa ricorrenti, dismenorrea, debolezza, e una certa patologia data dalla civetteria insofferente mentre si sfoglia una rivista di moda. Io sono qui per un dolore intercostale, come una fitta continua dietro la scapola. Magari è che penso troppo alla politica.
I tedeschi vanno direttamente dallo psicologo.

Al cinema Babylon

Incontro al cinema Babylon, nella Rosa Luxemburg Platz. Sogno, paradosso e ricordo. Per conformazione ed elementi architettonici, come davanti alla Sapienza. Meridionali seduti per terra. L’ambasciatore e la moglie dell’ambasciatore. L’insegna del cinama, stile Broadway: LIVE FRANCO BATTIATO. Ma è un documentario su Gesualdo Bufalino. Luci spente. Sicilia assolata, piazze colme di silenzio e di fiori, come disposte per un funerale. “Per i greci la bellezza è esercizio civico, di pulizia…” I dattiloscritti revisionati (labor limae) a penna blu e rossa. La bocca di Sciascia. La solitudine, il rigore del professor Bufalino; giardini, la provincialità riservata di una cortina barocca, i chiusi, le porte, il vento, i cortili, le colonne. La Sicilia francese (nel moto interiore, Proust. Nella prigionia  letteraria, Flaubert). Franco Battiato è qui, seduto davanti a noi. Gli chiedono di Alexanderplatz, della sua canzone. Ma di tempo ne è passato troppo, se ne accorge anche lui. Va via a piedi.