[sulle ruote libere]

Meta ruota libera – ringraziando Antonio Moresco. La maggior parte delle voci di uno zibaldone di pensieri e appunti (def. di “ruota libera”), sono troppo personali o particolari o estemporanei per avere un senso stabile, leggibile ora e sempre da chiunque. Interessano solo per l’aspetto contingente: cosa è passato per la testa di – in quel momento lì? Molte affermazioni sono opinabili, o addirittura rapidamente sconfessabili, ma questo non importa. Anzi dimostra che un pensiero ha senso solo in un contesto. Es. cfr. prossima ruota.

[senza titolo]

Ancora sui rimandi delle geografie (cfr 22. 27.)
La città mediterranea mi appare velocemente quando passo per Bernauer Str. – i nuovi quartieri popolari delle città spagnole o di genova: bianco giallo e rosso, palazzine basse e dalle linee moderne, cubiche, con molto vetro e alberi appena piantati. I mattoni scoperti di un balcone da sistemare rompono la cortina estetica di Berlino, dove tutto pare ben costruito e riportano (finalmente) alle case abusive italiane, ai vecchi balconi abusivi delle case di campagna, fatti dalle mani, senza lo sponsor Caterpillar… I ritagli non costruiti di Berlino invasi dalle piante spontanee come nei pratacci di Roma, ecc.

[senza titolo]

le effemeridi – la vita monastica – la coltivazione dell’orto
Trittico di una pala medievale le cui leve meccanico-estetiche sono la vita semplice e attaccata alla terra (frugale, acqua pane e ‘cacio’) e gli elementi popolari (il calendario di frate indovino, l’almanacco del giorno dopo), la figura del vecchio, ecc. Masse senza volto e addormentate. Operosità del lavoro. Sublime delle epoche storiche, delle campagne avvolte nella misticità del ciclo stagionale, ecc.

[sulla memoria]

La ricerca del tempo perduto come lettura della regressione degli stadi ultimi della vita, quando si attingono solo memorie lontanissime e quasi sempre materne. Dolcissima sehnsucht in cui ci si rifugia per scappare a tutto ciò che è successo?