[appunto per un racconto]

Sull’aereo che lo riporta a casa, uno scrittore ha un’idea per racconto sulla morte. Il suo personaggio – ovvero lui stesso – fa un resoconto generale della sua esistenza, mentre guarda le nuvole scorrere sotto di lui. Le considerazioni del personaggio sono esattamente le sue: “Se oggi morissi non avrei lasciato nessun testamento, né indicazioni su cosa vorrei che gli altri ricordassero di me. Quando un uomo sa di morire, il solo saperlo gli conferisce la serena dignità di poter accettare la sfida. Morire di punto in bianco, senza avvertire nessuno, è una circostanza comica che sa di raggiro. Non si può morire prima di dire almeno a tua moglie: “Di che ti preoccupi? Che venga pure la morte, faccia di noi ciò che vuole. Se viene per dare senso al nonsenso, sappia che per quanto mi riguarda siamo tutti già morti.” Lo scrittore comincia a avere un quadro più chiaro di ciò che dovrà scrivere. Poi, di nuovo, guarda in basso fuori dal finestrino. Solo adesso si è reso conto di avere già un finale perfetto, come la morte stessa del resto. Ora che ci pensa, prima di imbarcarsi, non ha nemmeno fatto una telefonata alla moglie. Lei è sempre molto critica su certi suoi passaggi. Penserebbe che era troppo facile prevedere che un passeggero cominciasse a gridare.

[Flaiano sull'Olanda]

Flaiano: “Mondrian, pittore realista. L’Olanda è come Mondrian la dipinge. L’equivoco è nel credere che Mondrian sia un pittore astratto. (…) Gli olandesi rendono astratto il formaggio dipingendolo di rosso.”

Flaiano: non bisogna muoversi

Flaiano: “Andando avanti ci accorgiamo che siamo cascati nel tranello. La vanità ci faceva pensare di essere diversi. Quando la vanità ci abbandona si conclude che tutto è stato fatto e che non c’è niente da aggiungere. Dopo ogni viaggio, in cui mi sono illuso di interessarmi di qualcosa, di capire, di arricchirmi, mi accorgo che sono affondato di un altro centimetro nelle sabbie mobili. Non bisogna muoversi.”

Volare

La costa di Fiumicino richiama il profilo delle Alpi sopra le nuvole. Il cielo è padre del mare. Il deserto è fratello di sangue dell’oceano più esteso, l’insetto della pianta sulla quale si mimetizza. Equilibrio della mente e dello sguardo. Di riflesso anche noi. Pure su un aereo di linea sbucciamo le banane come le scimmie.

Trasloco

Oggetti che non perdono la loro funzione anche se imballati. Ho chiuso il mio tavolo e le mie sedie nelle scatole di cartone. Poi alla solita ora ho preso un pezzo di pizza e mi sono seduto su quegli scatoloni per mangiare, come ho sempre fatto.
Paul Auster, Moon Palace

[senza titolo]

Sul tram di ritorno a casa: scritte vecchie e mandate a capo con le stanghette, da scuola elementare: ‘Il conducente non ha la chiave della cassetta’, ‘Sorreggersi agli appositi sostegni’. Sono reduci dagli anni passati come gli invalidi di guerra e del lavoro. E’ tutto un ritorno all’Italia protoindustriale. Un vecchio legge un Vangelo stropicciato.

[senza titolo]

Leggendo Flaiano sul tram. A tarda sera ritorno a casa a piedi su Via Prenestina. Confronti sulle distanze, tutte psicologiche, tra Roma e Berlino. Rarissima sera in cui non ho cenato, vista come una punizione. Memoria d’infanzia: A letto senza cena!